Innanzitutto mi scuso per il ritardo: è quasi una settimana che non scrivo sul blog, ma per queste vacanze Pasquali ho avuto da fare. Ne approfitto, pur se in ritardo, per fare gli auguri di Buona Pasqua a tutti. In questo intervento voglio parlarvi di uno scempio (purtroppo uno dei tanti!) che ha caratterizzato la mia città negli ultimi anni: lo scempio di Pratilia.
Il Centro Commerciale è stato il primo storico centro commerciale realizzato in Toscana. Realizzato a Prato, come dice lo stesso nome, fu inaugurato alla metà degli anni settanta. Per quell'epoca era una struttura veramente avveniristica e moderna; comprendeva più di cento negozi, una piscina sul tetto, un tennis club, una discoteca e un parcheggio sotterraneo (inusuale all'epoca in Italia). Le premesse per un grande successo erano molto buone.
Dopo poco tempo però il centro commerciale iniziò a destare qualche perplessità; l'edificio cominciò ad avere dei cedimenti strutturali come il crollo di parti d'intonaco e inoltre i prezzi per gli affitti dei fondi commerciali erano altissimi. Iniziò così una crisi irreversibile, anche a causa della pessima gestione del centro. Quasi tutti i negozi chiusero, cosicché diverse parti dell'edificio risultavano totalmente vuote e buie, ma accessibili da qualsiasi scala o ascensore e per questo prese di mira da vandali,. Inoltre un altro avvenimento che contribuì al declino di Pratilia fu l'apertura nel 1997 del centro commerciale I Gigli, ancora oggi uno dei più importanti centri commerciali d'Italia, situato a pochi chilometri di distanza. Pratilia non poteva certo reggere la concorrenza.
Nel 2003 vi erano rimasti solo tre negozi: une negozio di animali, il supermercato e un negozio di arredamenti. Alla fine del 2003 Pratilia fu ufficialmente dichiarato fallito.
Probabilmente con una gestione migliore si poteva salvare quello che poteva divenire un fiore all'occhiello della città di Prato, anziché lasciare che si auto-distruggesse da sola. Solo ora sono partiti i lavori per progettare il nuovo centro commerciale di Pratilia da parte dell'architetto Bartolini, che dovrebbe sorgere al posto dell'attuale struttura. Il nuovo centro commerciale prevederebbe almeno 500 negozi, una torre alta 46 metri (14 piani) che domini la declassata, un maxi-supermercato Esselunga e diversi locali.
Vi lascio con una vera e propria perla: la pubblicità di Pratilia che andava in onda nel 1981 su Radio Blu, una emittente radiofonica locale.
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martedì 14 aprile 2009
giovedì 12 marzo 2009
Ogni promessa è debito!
Come promesso ecco un'intervento dedicato al dialetto pratese.
Ecco come si parla a Prato ai giorni nostri:
- Lehati di torno! (togliti di mezzo)
- L'è a ufo! (è gratis)
- Che chiorba dura tu hai! (che testa dura hai)
- Che me l'ha' stirahi i bruginzi? (Me li hai stirati i blue jeans?)
- Non mi caha manco di striscio. (non mi prende in considerazione neanche lontanamente)
- Icchè ttu ti gingilli? (cosa perdi tempo?)
- Che li voi du' fru fru? (li vuoi due wafer?)
- Vuoi che ti cocia la svizzera o meglioo du'ova affrittellahe? (vuoi che ti cuocia un hamburger o due uova sbattute?)
- L’è abbollore! (E' bollente)
- Icchè ttu ffai?Un fare i’grulllo! (cosa fai non fare lo stupido)
- Ma indo’ ttu vvai? Torna ‘ndrèo! (ma dove vai, torna indietro)
- E vo’ sennò la mi’ mamma la mi brontola! (vado altrimenti la mamma mi sgrida)
- Sorti di fra’ hoglioni! (togliti di mezzo)
- Gliè ganzo di nulla! (Forte!!!)
- Boia son tutto mèzzo!! (sono tutto bagnato)
- Nooo ‘uaa ‘hi c’è!? (guarda chi c'è)
- Bada che laòro nini! (accidenti)
- Ma va’ ‘ia, va’ ‘ia, va’ ‘ia!! (ma vai a cacare, in modo scherzoso)
- Gliè ma dimorto bona! (E' molto bona)
- Bada ‘he cihalaa! (guarda che f**a)
- La c’ha delle belle poppe! (ha dei bei seni)
- Pigliami hodesto ‘ostì! (prendi quello lì)
- I’tu babbo l’è un beccarone! (tuo padre è cornuto)
- Manca pòo bocco! (per poco non cado)
- Un se ne pòle più! (non ne posso più)
- Oh rintronào! (rimbambito)
- Speriamo tu stianti! (speriamo che schianti)
- Se tu seguiti tu ne tocchi!Abbozzala! (se continui le prendi, smettila!)
- C'hai la camicia tutta rincincignaha! (hai la camicia stropicciata)
- L'ho accomodato, ora fa! (l'ho riparatao ora funziona)
- Icchè tu sei a aggeggiare? (cosa stai compicciando?)
- Tu c'hai la bottega aperta! (hai la zip dei pantaloni aperta!)
- Aimmeno un piovesse! (per lo meno non piovesse!)
- Arregola un vien più! (a quanto pare non viene più)
- Porgimi codesto bacchiolo! (porgimi quel bastone)
- L'ho comprato a qui'barroccino! (l'ho comprato a quel banco del mercato)
- Ragazzi ci si becca domani! (ci troviamo domani)
- Bevi a boccia. (bevi a bottiglia)
- Icche tu boci? (cosa voci?)
- Leati i'brusotto l'è caldo! (levati il giubbotto, è caldo)
- Sorti di lì! (esci da lì)
- Corri l'è belle principiata! (corri è già iniziata)
- Che s'ha a ire? (andiamo?)
- Icchè tu c'hai le chehe? (hai qualche idea strana)
- Bada 'he pettaha! (guarda che salita)
- Un mi garba punto! (non mi piace per niente)
- Sono a diacere! (sono sdraiato)
- Oh come tu se' conciato? (come sei vestito)
- Che buzza tu hai!! (che pancia che hai!)
- Mi fa male i'carcagno. (mi fa male il tallone)
- Bada che degenero! (guarda che confusione)
- Gliè un diaccio! (è un freddo/ghiaccio)
- Gnamo c'ho furia! (andiamo, ho fretta)
- Passami la granata. (passami la scopa)
- Burrasche e puttane le vengan di Pistoia! (temporali e puttane vengono da pistoia)
- Senza lilleri un si lallera! (senza soldi non si va avanti)
- C'entra come i'culoo con le quarantore! (non c'entra niente)
- Tu m'hai intortato! (mi hai mandato in confusione)
- C'ho letihato (ho litigato)
- Un la voglio la corteccia, voglio la midolla. (voglio la mollica del pane)
- C'è una mota! (c'è un fango)
- T'ha daho di barta i'cervello! (sei impazzito)
- Ti do le paste! (ti straccio)
- Voglio i'popone. (voglio il melone)
- Preciso! (esatto proprio così)
- Putacaso... (metti caso che...)
- Che s'è riaùto? ( si è ripreso?)
- Unn'ho ricordanza di te. (non mi ricordo di te)
- Oh che seguiti dell'attro? (continui ancora?)
- Che troiaio tu hai fatto! (che schifezza hai fatto)
- Un c'è i'verso incontrassi. (non c'è modo di incontrarsi)
- Gliè i’tocco! (sono le 13)
- Vo’ a desinare! (vado a pranzo)
- A me mi garba la ribollìa! (mi piace la ribollita)
- Boni sti' iustis! (Buoni questi wurstel)
- T'ho visto dianzi! (t'ho visto poco fà!)
- Diamine!! (certo!!)
- Birbone!! (Cattivo)
- Poer’ a te! (povero te)
- Un’attro pohinino!! (un altro po')
- E mi dole i'groppone! (mi fa male la schiena)
- E gliè marmàa! (E' fredda)
- Vo’ a butta’ via i’sudicio! (vado a gettare la spazzatura)
- Oh che ha' belle fatto?! (hai già finito!)
- Una hoha hola hon la hannuccia horta horta! (non servono traduzioni)
- Fra ninnoli e nannoli s'è fatto le hàttro! (tra una cosa e un'altra abbiamo fatto le 4)
- Dihaneeee!!! (imprecazione tipica pratese)
- Tettuvvatuttaddiritto (indicazione stradale)
Questi erano i modi di dire pratesi, ma ora passiamo alla sezione botta e risposta. - Chittussei?
- Vo'ncheuei?
- Icchè tu face? (feis)
- Vo allo space! (speis)
- Icchèttudici?
- La'vo'na bici?
- Indottuvvai?
- Alle hawaai
- Icchettuvvoi?
- I gheimboi!
- S'ha ddì d'andà? (si và?)
- Tu m'ha da dì indò! (dove?)
- Anna che li ho' gl'agli?! (Anna, li vuoi gli agli?)
- No un gli 'oglio gl'agli, gl'ho!! (Non non li voglio gli agli, li ho già )
- Oh Tito che t'hai ritint' i' tetto? (Tito, hai ritinto il tetto?)
- Oh che tu t' intendi te di tetti ritinti?! (Ti intendi di tetti ritinti)
- Io Cowboy! (un cowboy presentandosi a un pratese)
- Beato te io un caho manco i' semolino! (la risposta del pratese)
martedì 10 marzo 2009
Il mio sguardo su Prato
Prato è la mia città. La città in cui sono nato e dove vivo tutt'ora. Voglio quindi dedicare alla mia città un intervento su questo blog; mi sembra doveroso! Ma non voglio che questo sia il solito intervento noioso, dove si descrive una città elencandone monumenti, piazze, parchi e quartieri; voglio descrivere Prato dal mio punto di vista, dal punto di vista di un ventenne che vive questa città ogni giorno.
Cominciamo subito con il fiore all'occhiello di Prato, un pregio che viene riconosciuto alla città toscana in tutto il mondo: Prato ha infatti la terza comunità cinese più grande in Europa (è terza solo a Parigi e Londra). Nel 2007 i cinesi registrati all'anagrafe erano circa 10.000, ma aggiungendo quelli regolari senza residenza e i clandestini, si stima che ad oggi la comunità cinese arrivi al 20% della popolazione totale. L'integrazione di questa comunità cinese è stata così forte e significativa, che anche la cucina tipica ne ha risentito. Così ora al posto dei famosi 'Antuccini e Bruttiboni, troviamo il Gatto alla macrolottese oppure la Carne essiccata alla Ciliani.
Da quando ho il motore e la macchina mi sono accorto di quanto sia bello viaggiare per le strade a Prato! E' impossibile sbagliare strada! Voi lettori vi chiederete come sia possibile?!?!? Semplicissimo, a ogni incrocio ormai c'è una rotonda, quindi puoi sempre tornare indietro; anche l'incrocio fra tre strade, di cui una porta a una capannina degli attrezzi in mezzo a un campo di un contadino con la bici, ha bisogno di una rotonda: sempre meglio prevenire che curare! Inoltre le rotonde poi sono utilissime! Oltre che a divertirtici la sera con gli amici a farle mille volte con la macchina, facendo vomitare quelli seduti dietro, il comune le ha utilizzate per debellare il problema dei lavavetri ai semafori: invece di mandare via i lavavetri, hanno tolto i semafori. Logico no?!?!?!
Tutto questo ben di Dio ha però una grave falla, un tallone d'Achille: infatti secondo stime recenti le strade di Prato hanno più buchi di un Groviera. Quindi se qualcuno di voi si dovesse trovare a Prato non si meravigli se vede macchine e motorini proseguire a zig-zag per le strade: non è un gioco, tanto meno una moda o una malattia, stanno solo cercando di scansare le buche!
Ma parliamo ora della movida pratese: ecco, se non esistessero locali per bere, Prato sarebbe deserta ogni sera. Non esiste altro genere di locale a Prato; al giovane pratese interessa solo bere! Inoltre tutti indossano gli stessi vestiti e hanno le stesse capigliature. E intendiamoci, se guidi una macchina che non sia una Mini o una 500, non sei nessuno! Una tipica usanza attuale dei giovani pratesi è quella del ritrovo di tutta la città davanti a Lucio (una bar di un metro per due, che ha la fortuna di trovarsi proprio in piazza del comune). Il 98% dei ragazzi che sta davanti a Lucio non si è mai chiesta il perché. Il 2% rimanente si è chiesta il perché ma non ha saputo rispondere. Il ritrovo vale sempre, anche il lunedì sera e anche se Lucio è chiuso.
Inoltre nelle vie del centro ci deve essere un'aria elettrizzante che stimola alla violenza. Infatti le risse sono all'ordine del giorno, e guai a te se ti azzardi a guardare un'altra persona dritta negli occhi per più di due secondi; se commetti tale errore verrai ucciso!
Nonostante i suoi tanti difetti a me Prato piace e non vorrei vivere in altra città; come diceva lo scrittore pratese Curzio Malaparte ne suo libro Maledetti Toscani :
Cominciamo subito con il fiore all'occhiello di Prato, un pregio che viene riconosciuto alla città toscana in tutto il mondo: Prato ha infatti la terza comunità cinese più grande in Europa (è terza solo a Parigi e Londra). Nel 2007 i cinesi registrati all'anagrafe erano circa 10.000, ma aggiungendo quelli regolari senza residenza e i clandestini, si stima che ad oggi la comunità cinese arrivi al 20% della popolazione totale. L'integrazione di questa comunità cinese è stata così forte e significativa, che anche la cucina tipica ne ha risentito. Così ora al posto dei famosi 'Antuccini e Bruttiboni, troviamo il Gatto alla macrolottese oppure la Carne essiccata alla Ciliani.
Da quando ho il motore e la macchina mi sono accorto di quanto sia bello viaggiare per le strade a Prato! E' impossibile sbagliare strada! Voi lettori vi chiederete come sia possibile?!?!? Semplicissimo, a ogni incrocio ormai c'è una rotonda, quindi puoi sempre tornare indietro; anche l'incrocio fra tre strade, di cui una porta a una capannina degli attrezzi in mezzo a un campo di un contadino con la bici, ha bisogno di una rotonda: sempre meglio prevenire che curare! Inoltre le rotonde poi sono utilissime! Oltre che a divertirtici la sera con gli amici a farle mille volte con la macchina, facendo vomitare quelli seduti dietro, il comune le ha utilizzate per debellare il problema dei lavavetri ai semafori: invece di mandare via i lavavetri, hanno tolto i semafori. Logico no?!?!?!
Tutto questo ben di Dio ha però una grave falla, un tallone d'Achille: infatti secondo stime recenti le strade di Prato hanno più buchi di un Groviera. Quindi se qualcuno di voi si dovesse trovare a Prato non si meravigli se vede macchine e motorini proseguire a zig-zag per le strade: non è un gioco, tanto meno una moda o una malattia, stanno solo cercando di scansare le buche!
Ma parliamo ora della movida pratese: ecco, se non esistessero locali per bere, Prato sarebbe deserta ogni sera. Non esiste altro genere di locale a Prato; al giovane pratese interessa solo bere! Inoltre tutti indossano gli stessi vestiti e hanno le stesse capigliature. E intendiamoci, se guidi una macchina che non sia una Mini o una 500, non sei nessuno! Una tipica usanza attuale dei giovani pratesi è quella del ritrovo di tutta la città davanti a Lucio (una bar di un metro per due, che ha la fortuna di trovarsi proprio in piazza del comune). Il 98% dei ragazzi che sta davanti a Lucio non si è mai chiesta il perché. Il 2% rimanente si è chiesta il perché ma non ha saputo rispondere. Il ritrovo vale sempre, anche il lunedì sera e anche se Lucio è chiuso.
Inoltre nelle vie del centro ci deve essere un'aria elettrizzante che stimola alla violenza. Infatti le risse sono all'ordine del giorno, e guai a te se ti azzardi a guardare un'altra persona dritta negli occhi per più di due secondi; se commetti tale errore verrai ucciso!
Nonostante i suoi tanti difetti a me Prato piace e non vorrei vivere in altra città; come diceva lo scrittore pratese Curzio Malaparte ne suo libro Maledetti Toscani :
"Io son di Prato, m'accontento d'esser di Prato, e se non fossi nato pratese vorrei non esser venuto al mondo"
Non si può parlare di Prato senza citare il suo dialetto, ma di questo parlerò in un prossimo intervento, quindi non perdetevelo!
Non si può parlare di Prato senza citare il suo dialetto, ma di questo parlerò in un prossimo intervento, quindi non perdetevelo!
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